IO SONO FARAH ANTICIPAZIONI: Tahir ha toccato un tasto che NON doveva, ha chiamato in Iran!!!
La storia si apre nel cuore della notte, quando il piccolo Kerim si risveglia improvvisamente da un sogno così vivido da sembrare reale. Sudato, tremante e ancora intrappolato nelle immagini della sua mente, chiama sua madre Fara, che corre immediatamente da lui cercando di tranquillizzarlo. Ma ciò che il bambino racconta subito dopo cambia completamente il destino dei protagonisti.
Kerim confessa di aver sognato una grande casa immersa nella campagna, un luogo sereno dove correva felice insieme a Gonul. Nel sogno però compare anche una figura misteriosa: un uomo alto dai capelli scuri che osserva il bambino da lontano con uno sguardo pieno d’amore. Kerim non riesce a vedere chiaramente il suo volto, ma sente nel profondo che quell’uomo è suo padre. Una rivelazione innocente che per Fara si trasforma immediatamente in un incubo.
La donna, sconvolta, tenta di minimizzare il racconto del figlio, ma il bambino insiste. Vuole sapere chi sia davvero suo padre, vuole capire perché nei suoi sogni appare sempre quella figura sconosciuta. Fara comprende che il muro di bugie costruito negli anni sta iniziando a crollare. Karim crede infatti che Tair sia suo padre, ma la verità è molto più oscura e pericolosa.
Dietro il silenzio di Fara si nasconde Benham, un uomo potente e legato a una famiglia criminale iraniana capace di distruggere chiunque si opponga ai suoi interessi. Nessuno sa che Kerim è suo figlio. Né Benham né la sua famiglia conoscono l’esistenza del bambino, e proprio questo segreto ha protetto Fara fino a quel momento. Ma le domande di Kerim diventano sempre più insistenti e iniziano a scavare ferite impossibili da ignorare.
Nel frattempo le condizioni di salute del bambino peggiorano. Kerim ha bisogno disperatamente di un donatore compatibile per sopravvivere. Fara vive nell’angoscia continua dopo che il precedente donatore è morto in un misterioso incidente stradale. Tair inizia a sospettare che non si sia trattato di una fatalità. Qualcuno potrebbe aver sabotato tutto per colpire lui attraverso Kerim.
L’uomo avvia quindi un’indagine segreta. Scopre che l’auto che ha investito il donatore è stata distrutta intenzionalmente in un deposito di rottami. Ogni traccia è stata cancellata con precisione professionale. Tair comprende allora che il nemico che li osserva nell’ombra è molto più vicino di quanto immaginasse.
La tensione cresce quando Tair propone di ampliare la ricerca del donatore in Iran. A quel punto Fara perde completamente il controllo. Terrorizzata, ordina di fermare l’auto e confessa finalmente tutta la verità. Rivela che Benham è il vero padre di Kerim e che la sua famiglia farebbe qualsiasi cosa pur di impossessarsi del bambino se venisse scoperta la sua esistenza.
Fara racconta che Benham era già finito in prigione quando lei scoprì di essere incinta e che per questo non gli disse mai nulla. Da allora ha vissuto nascondendosi, mentendo a tutti e costruendo una falsa realtà per proteggere suo figlio. Ma ora Kerim sta iniziando a intuire tutto attraverso i suoi sogni, quasi come se un legame invisibile lo stesse guidando verso la verità.
Tair ascolta la confessione in silenzio, combattuto tra il dolore e la compassione. Pur non essendo il padre biologico del bambino, comprende di amarlo come un figlio vero. E proprio in quel momento decide che farà qualunque cosa per proteggerli.
Il film si chiude con un’atmosfera carica di inquietudine. L’auto continua a viaggiare nella notte mentre Fara guarda il vuoto, consapevole che il suo segreto non potrà restare nascosto ancora a lungo. Da qualche parte, infatti, il passato sta tornando. E quando Benham scoprirà la verità su Kerim, nessuno sarà più al sicuro.
